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Sarà costruita in Calabria la prima centrale solare termodinamica a concentrazione
Sarà costruita in Calabria, e più precisamente a Crotone, la prima centrale solare termodinamica a concentrazione, da 50 MW. Ad annunciarlo è stato il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, in occasione del convegno “Il ritorno di Archimede. Il solare a concentrazione per un futuro rinnovabile”, organizzato dallo stesso ministero. Pecoraro ha fatto sapere di aver ricevuto dalla Regione Calabria una lettera ufficiale di intenti, in cui si mostra la disponibilità ad ospitare l'impianto. “La centrale si potrà fare a Crotone, al posto dell'Europaradiso” ha detto il ministro, sottolineando che in questo modo il sole prende il posto della cementificazione selvaggia del territorio”. Europaradiso è, infatti, il progetto di un grande insediamento turistico bloccato con una delibera della Giunta regionale calabrese qualche mese fa. “La centrale - ha spiegato Pecoraro Scanio - sarà dedicata a Pitagora, all'insegna della grande tradizione storica del Paese e della riscoperta della cultura mediterranea”.
Il capo del dicastero dell’Ambiente ha poi ribadito il suo impegno per lo sviluppo dell'energia solare legato al progetto Rubbia. “Il solare - ha detto Pecoraro - è la sfida per una nuova economia, compatibile con la natura, per ridurre le emissioni di CO2, ma anche per contrastare l'immigrazione clandestina”.
Aprendo i lavori del convegno, Rubbia ha spiegato che il solare a concentrazione può dare un'energia pari a 10mila volte quella di cui avrebbe bisogno il Pianeta, a costi costanti e tutti prevedibili. L'Italia e il paesi del Mediterraneo hanno “una dote naturale straordinaria” che devono saper sfruttare. Secondo lo scienziato, gli impianti a concentrazione solare (Csp) possono diventare competitivi con i combustibili entro il 2020. Basti pensare all'esempio dell'Arabia Saudita, che riceve sotto forma di sole un'energia mille volte superiore a quella che produce con il petrolio e il gas: un millesimo di superficie a specchi potrebbe produrre lo stesso petrolio che si estrae oggi. Un barile di petrolio corrisponde a un metro quadro di impianti solari. Secondo il Premio Nobel il sole è “l'unica sorgente compatibile e rappresenta l'unica alternativa, dal momento che petrolio e fonti fossili sono destinate ad esaurirsi; i costi del petrolio e dell'uranio non sappiamo quali saranno - ha aggiunto - , mentre i costi del Csp sono calcolabili. Il governo deve produrre una legislazione che dia sicurezza agli investimenti, una normativa simile a quella spagnola, che consenta agli industriali di impegnarsi economicamente e di avere un ritorno profittevole. La Spagna ha attualmente 30 centrali da 50 megawatt ciascuna: il progetto calabrese è il primo passo, che dimostra che si può produrre energia solare.
La centrale solare termodinamica a concentrazione che sorgerà in Calabria è “un primo passo”, “una goccia rispetto all'esperienza spagnola - ha poi commentato Rubbia -. Si tratta di passare il Rubicone”, ovvero adottare una nuova legislazione e capire che il solare può diventare la sorgente primaria di energia e la centrale calabrese deve essere solo l'inizio di uno sviluppo di energia pulita in grande stile”.


