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Al Forum Ocse di Parigi tiene banco la discussione sul rapporto tra energia, politica e ambiente

Dall'allarme clima, alla diversificazione delle fonti, fino all'utilizzo politico dell'energia. È una discussione a tutto campo quella che si è tenuta a Parigi su due distinti palchi, quello del Forum Ocse 2007 e quello della riunione ministeriale dell'Aie, uniti da un tema comune: il rapporto tra energia, politica e ambiente. Nonostante i timori per i rischi climatici che rischiano di mandare al collasso il pianeta, il tema sulla bocca di tutti all'Aie come all'Ocse è però stato il problema degli approvvigionamenti energetici, soprattutto quelli del gas, su cui aleggia ancora la possibilità, da più parti vista come una minaccia, della nascita di una nuova Opec. “La questione climatica e quella degli approvvigionamenti vanno trattate nella loro sintesi - ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico Bersani, intervenuto ad entrambi gli appuntamenti - . Una maggiore sicurezza è ottenibile solo valorizzando l'interdipendenza e la reciprocità tra produttori e fornitori, senza ingenuità. Nel senso che noi dobbiamo diversificare le fonti energetiche e loro le loro economie”. In questa direzione Bersani appoggia quindi l'idea del ministro dell'Economia giapponese di dedicare all'energia uno specifico summit del G8 nel 2008 e propone anche di rinnovare e potenziare il ruolo dell'Aie, nata negli anni '70 in piena crisi petrolifera, ma non per questo oggi meno attuale. Più che il petrolio, nel 2007 il vero protagonista è proprio il gas.
La parola d'ordine, sottolinea Bersani, è ancora una volta la reciprocità, che possa scongiurare la formazione di nuovi cartelli: “Spero - ha continuato - che dalla riunione dell'Aie venga fuori il messaggio che non c'è bisogno dei cartelli, non c'è bisogno dell'Opec del Gas”. Il rischio della formazione di nuove superpotenze energetiche non lascia del resto indifferenti anche gli altri paesi. Il primo a dirsi preoccupato è stato il segretario americano all'Energia Samuel Bodman, il quale ha criticato il recente accordo tra Russia, Turkmenistan e Kazakhstan, che permette a Mosca di avere accesso al Mar Caspio: un accordo in prospettiva “non buono per l'Europa”. “L'energia non deve essere utilizzata come mezzo politico o di pressione”, gli ha fatto eco il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria, che però si è concentrato di più su un'altra materia prima, la “materia prima” per eccellenza, l'acqua, che rischia di scarseggiare nel prossimo futuro, anche a causa dei cambiamenti climatici in atto per un uso spesso sconsiderato dell'energia. I danni per il clima, ha sottolineato ancora Bersani, potrebbero infatti essere “irreversibili”. Il ministro propone quindi l'idea di una patto: “Per affrontare in modo credibile ed efficace il problema delle emissioni di gas serra dovute alle attività energetiche - ha sottolineato - occorre una collaborazione internazionale che per intensità ed ampiezza non ha precedenti”. Bisogna “promuovere un cambiamento culturale che coinvolga tutti i cittadini, puntare a nuove tecnologie a bassa emissione, come il carbone pulito, e promuovere l'efficienza energetica”.

Scarica il documento allegato Tutte le News | 2007-05-22 | Archiviata in: