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Fao: i Paesi in via di sviluppo devono promuovere le bioenergie

Per i Paesi in via di sviluppo “occorre mettere a confronto una lista di bisogni e una di opportunità e pensare, comunque, che la soluzione per salvare il nostro pianeta è solamente quella di ricorrere a un mix energetico. Non dobbiamo certo pensare di creare una Opec dei biocarburanti”. Lo ha affermato Gustavo Best, coordinatore per le questioni energetiche della Fao, intervenendo al convegno “Prospettive e barriere allo sviluppo delle bioenergie” all'ultima edizione del Sep di Padova. Best ha quindi rivolto un appello perché occorre “lavorare insieme per promuovere le bioenergie per lo sviluppo sostenibile”. Questo l'obiettivo che si sono dati i Paesi del G8, cui si sono aggiunti Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa costituendo la GBEP (Global Bioenergy Partnershi) presso l'Agenzia della Fao. A questo proposito è stato realizzato un Libro Bianco per guidare le attività del Partenariato che intende organizzare, coordinare e incrementare i livelli internazionali di ricerca, sviluppo. “Già 38 governi dei Paesi in via di sviluppo si sono rivolti al nostro gruppo per un aiuto concreto per sviluppare bioenergia. Certo Fidel Castro e Chavez hanno rivolto pesanti critiche a Lula all'utilizzo di cereali per la produzione di bioetanolo. Ma questo nuovo carburante potrà aiutare l'economia dei Paesi più poveri semplicemente utilizzandolo in loco, senza esportarlo, dando così un aiuto ai contadini per incrementare il proprio reddito e per limitare la desertificazione eliminando la raccolta della poca legna disponibile”, ha sottolineato Best. “Tutti pensano, poi - ha proseguito l'esperto - che saranno utilizzati Ogm e questo è vero principalmente nel Sud America, ma indipendentemente dal bioetanolo. Dovremo prestare molta attenzione e valutare attentamente la tipologia dei semi, dei terreni e delle condizioni atmosferiche della zona, perché l'uso di Ogm prevede un aumento di diserbanti e di consumo d'acqua e questo non è sempre compatibile con l'agricoltura locale”. Per questo motivo “abbiamo messo a punto un piano della durata di sei anni con i 38 Paesi che si sono rivolti a noi. È necessario un approccio multidisciplinare - ha sottolineato Best - perché i biocarburanti possono davvero rappresentare una grande opportunità”.

Scarica il documento allegato Tutte le News | 2007-05-15 | Archiviata in: