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Kyoto, Bruxelles taglia il piano italiano delle emissioni del 6,3%

La Commissione europea ha promosso il piano nazionale di allocazione delle emissioni di anidride carbonica dell'Italia per il periodo 2008-2012 a patto che venga diminuito il totale delle emissioni consentite da 209 milioni di tonnellate a 195,8 per una riduzione totale del 6,3%.
L'annuncio è stato dato da Barbara Helffreich, portavoce del commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas.
Il piano nazionale di emissioni si inserisce nel contesto del sistema di scambio di emissioni europeo che serve a rispettare il protocollo di Kyoto per la riduzione di emissioni di gas serra.
Il commissario Dimas ha affermato: "L'Europa è impegnata con convinzione a conseguire gli obiettivi del protocollo di Kyoto e a fare del sistema di scambio delle quote di emissione uno strumento efficace per combattere il cambiamento climatico. La decisione odierna, come le precedenti, invia un forte segnale in questo senso. La Commissione sta valutando in modo coerente tutti i piani nazionali per garantire un trattamento equo degli Stati membri. Su queste basi abbiamo valutato il piano dell'Italia e applicheremo i medesimi criteri anche alla valutazione degli altri piani."
Dopo le decisioni adottate dalla Commissione di novembre 2006, gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio 2007, quello italiano è il ventunesimo piano nazionale di assegnazione per il periodo 2008-2012 a essere valutato dalla Commissione.
I piani nazionali di assegnazione fissano per ciascuno Stato membro il limite dei quantitativi totali di CO2 che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema UE di scambio delle quote di emissione (EU ETS) e specificano il numero di quote di emissione di CO2 spettanti a ciascun impianto.
La Commissione è responsabile della valutazione dei piani nazionali proposti dagli Stati membri sulla base di 12 criteri di assegnazione indicati nella direttiva sullo scambio di quote di emissioni[1]. La Commissione può accettare un piano parzialmente o integralmente.
I criteri di valutazione sono finalizzati a garantire, tra l'altro, che i piani siano coerenti a) con il rispetto da parte della UE e degli Stati membri degli obiettivi del protocollo di Kyoto, b) con il livello reale delle emissioni accertate indicato dalla Commissione nelle relazioni annuali sullo stato di avanzamento e c) con le potenzialità tecnologiche di riduzione delle emissioni. Su questa base la Commissione chiede all'Italia di ridurre il limite proposto di 13,2 milioni di tonnellate di CO2 equivalente anno, portandolo così a 195,8 milioni di tonnellate.
Altri criteri di valutazione riguardano aspetti quali la non discriminazione, la concorrenza all'interno della UE e le norme sugli aiuti di Stato, oltre che aspetti tecnici. In questo senso la Commissione invita l'Italia a apportare altri cambiamenti al piano in relazione ai seguenti punti:
l'Italia dovrebbe fornire maggiori informazioni sul trattamento che riserverà ai nuovi soggetti che entreranno nel sistema di scambio delle quote di emissione;
l'Italia dovrebbe inserire nel piano gli impianti di combustione (ad esempio gli impianti di cracking), come fatto da tutti gli altri Stati membri.
è necessario eliminare diversi adeguamenti ex-post previsti;
il quantitativo massimo totale dei crediti di emissione concessi a titolo di progetti che rientrano nel protocollo di Kyoto, eseguiti in paesi terzi sulla base delle norme di detto protocollo e che gli operatori possono utilizzare per rispettare i propri impegni in materia di emissioni, non devono superare più del 15% circa del totale annuo.
L'approvazione della Commissione dovrà considerarsi automatica una volta che l'Italia abbia apportato gli opportuni cambiamenti.

Scarica il documento allegato Tutte le News | 2007-05-15 | Archiviata in: