Termovalorizzatore di Melfi
IL CONTESTO NAZIONALE
Il problema dello smaltimento dei rifiuti in Italia si è notevolmente aggravato nell'ultimo decennio a causa dell'aumento della quantità di rifiuti prodotti dalla collettività e nei processi industriali.
Nonostante i rifiuti siano fonti disponibili e rinnovabili da cui recuperare energia e materiali, la maggior parte di essi (oltre il 70%) continua ad essere conferita in discarica, rinunciando così alla possibilità di sfruttare le potenzialità energetiche dei rifiuti, mentre risulta ancora scarsa la frazione destinata alla termovalorizzazione (8%), al riciclaggio o altre tecniche di trattamento (13.5 % circa).
L'IMPIANTO DI TERMOVALORIZZAZIONE FENICE DI MELFI
Fenice possiede e gestisce a Melfi (PZ) in Basilicata, un impianto per la termovalorizzazione dei rifiuti; entrato in servizio nel 2000, il termovalorizzatore di Fenice è autorizzato a trattare 65.000 tonnellate di rifiuti (industriali ed urbani) ogni anno, cogenerando contestualmente 38.000 Mw/h di energia elettrica, (una quantità sufficiente a soddisfare, ad esempio, le utenze private di un comune con oltre 15.000 abitanti per un anno) che vengono venduti sulla rete nazionale.
Si tratta di un impianto concepito e realizzato adottando tecnologie avanzate per garantire un'efficace distruzione dei rifiuti, la massima compatibilità ambientale ed una minimizzazione degli impatti sull'ecosistema.
Particolare attenzione è stata posta, in fase di progettazione, al contenimento delle emissioni in atmosfera, del rumore, degli scarichi liquidi e dei residui solidi. Tutti i valori provenienti dal monitoraggio in continuo della qualità dell'aria rilevata dalle centraline posizionate nell'intorno dell'impianto, vengono da anni trasmessi in tempo reale all'osservatorio ambientale delle regione Basilicata ed all'ARPAB, mentre l'insieme dei processi aziendali e le metodologie di lavoro rientrano in un sistema di gestione ambientale certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001.


